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La Pinacoteca Nazionale

Lasciando la piazza del Duomo, proseguendo a destra per la via del Capitano e oltrepassando l'incrocio detto "dei Quattro Cantoni" si arriva al Palazzo Buonsignori che ospita, dal XIX secolo, la Pinacoteca Nazionale.

Visitando le sue ricchissime Sale, possiamo fare un viaggio artistico nella "Scuola senese" dal XIII al XVIII secolo. La nostra visita prende inizio dal secondo piano.
Qui sono conservate opere dei primi anni del Duecento, fra le quali spiccano quelle attribuite a Guido da Siena e ad alcuni dei suoi allievi. Ad esempio il "San Pietro in trono e sei storie della sua vita", un ponte per poter poi proseguire, nelle Sale seguenti,   con le testimonianze pittoriche di Duccio di Buoninsegna. Siamo nel pieno splendore dell'arte gotica. Osserviamo la "Madonna dei Francescani dello stesso Duccio," oppure "La Madonna col Bambino" del Maestro di Badia ad Isola: si comprende il senso innovativo di questi capolavori che trovano in Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini i degni continuatori.

Siamo alle Sale successive e qui e protagonista il Martini con "la Madonna della Misericordia" ed con il ciclo del "Beato Agostino Novello e i suoi miracoli", opere che ci offrono anche gustosi dettagl i del mondo trecentesco.

Proveniente dal Palazzo Pubblico, la pala della "Annunciazione" di Ambrogio Lorenzetti, dipinto che e ideale raccordo con le opere esposte nelle Sale seguenti e che ci indicano le scelte pittoriche di altri esponenti del Trecento senese. Si distingue per grazia e vivacita, la "Adorazione dei Magi" di Bartolo di Fredi, mentre Taddeo di Bartolo con la sua "Annunciazione" ci porta ai primi accenni artistici del Rinascimento italiano.

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